ACCERTAMENTI PER MODIFICARE IL VALORE DEGLI ASSEGNI DI MANTENIMENTO
Realizziamo tutti gli accertamenti necessari per il vostro Avvocato che deve presentare ricorso in Tribunale per la richiesta di modifica dell’assegno di mantenimento (Ex Art. 710 c.p.c.).
MAGGIORI INFORMAZIONI ED ESEMPI D'INDAGINI
L’assegno di mantenimento è stato determinato dal Giudice al momento della vostra separazione (o divorzio) talvolta, però, con il passare del tempo, capita che la situazione economica dell’ex coniuge cambi, in questo caso, per poter procedere con un ricorso, spetta a voi “l’onere della prova” prima di presentarsi davanti al Giudice.
Andremo quindi a ricostruire l’attività lavorativa realmente svolta dall’ex coniuge, quante ore sono a esso dedicate, quanti giorni la settimana e da quanto tempo è iniziata l’attività, infine analizzeremo anche il reddito percepito realmente (anche se in nero). Questo darà la possibilità di modificare, o addirittura togliere, l’assegno finora versato.
ESEMPIO D’INDAGINE (i nomi sono stati sostituiti con nomi di fantasia).
Roberto, 50enne, separato da Chiara 33enne da quattro anni (la coppia non aveva figli). In sede di separazione Chiara chiese un congruo assegno di mantenimento che le fu concesso dal Giudice (valutato in base al reddito elevato di Roberto). Quattro anni dopo, e in maniera del tutto casuale, Roberto venne a sapere che Chiara non era più così tanto nullafacente.
L’indagine ci fu richiesta direttamente dal Legale di Roberto e la stessa, una volta ultimata, dimostrò che: 1) Chiara lavorava per un’azienda 9 ore al giorno per 5 giorni la settimana. 2) Esisteva un regolare contratto a tempo indeterminato. 3) Fu rilevata la retribuzione mensile percepita. Con queste prove l’Avvocato fece un ricorso al Giudice chiedendo la revisione dell’assegno di mantenimento che fu ricalcolato in base alla retribuzione economica della donna, in questo caso l’assegno le fu completamente tolto.
SECONDO ESEMPIO (i nomi sono stati sostituiti con nomi di fantasia).
Carlo e Monica con due figli minori si separarono. Al momento della separazione il Giudice stabilì l’affidamento congiunto dei figli con domiciliazione dalla madre e dispose che Carlo avrebbe dovuto versare a Monica due assegni di mantenimento: uno per i figli e l’altro per Monica.
Due anni dopo Monica aveva un nuovo compagno e la loro relazione si era già consolidata con una convivenza. Su suggerimento del proprio Avvocato Carlo si rivolse ai nostri uffici per dimostrare che quel rapporto non era sporadico ma era di fatto una convivenza stabile. Il servizio fu sviluppato con interventi sia nei giorni feriali che festivi. Fu dimostrato che il nuovo compagno di Monica risiedeva stabilmente in casa, (anche non avendone la residenza che non è rilevante). La routine quotidiana era quella di una normalissima famiglia, di lavoro durante il giorno e di rientro a casa la sera. La nuova coppia condivideva di fatto la casa, entrambi si occupavano delle spese ordinarie famigliari (cibarie, bollette e quant’altro) assieme accudivano i figli di Monica e condividevano tutti i week end. L’Avvocato di Carlo, con il materiale dell’indagine prodotta, fece un ricorso al Giudice chiedendone l’annullamento dell’assegno per Monica. Il ricorso fu accettato in base alle nuove caratteristiche venutesi a creare, in concetto è: “Si è venuto a creare un nuovo nucleo famigliare e il reddito di Monica va quindi sommato al reddito del suo nuovo compagno”, l’assegno a Monica le fu quindi tolto completamente.